Crisi dei mutui: il punto della situazione.

Nel mio ultimo intervento raccontavo di Fannie Mae e Freddie Mac, banche (è improprio dire “banche” ma ci si capisce meglio) statunitensi in crisi finanziaria, nonostante non erogassero “subprime”, e concludevo che sarebbero state salvate in qualche maniera (non c’erano alternative reali praticabili), dal governo USA (a spese dei contribuenti, è ovvio, anche se dilazionate). Oggi questo succede e ce lo confermano tutti, compresa SkyTV.

Nel frattempo il presidente della CONSOB ci informa che se da una parte la crisi internazionale delle banche (la chiamano crisi del credito, che fa meno paura) è ben lontana dal definirsi superata (e infatti è fallita una delle maggiori banche USA, IndyMAC), dall’altra parte le banche italiane sono pochissimo esposte in problemi relativi ai mutui americani (altro video SkyTG24):

 Il che fa ben sperare Leggi il seguito di questo post »

Oh, sorpresa: la crisi dei mutui USA non è solo subprime.

Ringraziate il vostro Dio, se ne avete uno, o la sorte in caso contrario, perché siete in Italia (almeno la maggior parte di coloro che mi leggono, visto che scrivo in italiano).

Cerco di semplificare una notizia che sta probabilmente passando molto inosservata presso il pubblico: in un momento in cui da un anno (il compleanno è in questi giorni) si parla spesso di mutui subprime, so che i più, se vedono un articolo che parla di mutui americani, identificano mentalmente con “subprime” e cambiano pagina senza approfondire. Lo so perché poi chiedono a me come mai, se si tratta di mutui americani, fanno tanto confusione qui da noi nella vecchia Europa.

Chi di voi conosce Fannie Mae e Freddie Mac? Non sono due cantanti o due attori di fiction, sono due banche. Statunitensi. Semi-pubbliche. Che NON hanno mai erogato mutui subprime, anzi. Che sono terribilmente in crisi.

Già, perché il crollo dei prezzi degli immobili Leggi il seguito di questo post »

Ma perché la mia rata è cresciuta?

Ricevo una mail da un’utente di Yahoo Answers, dove rispondo spesso alle domande che riguardano i mutui.
Non avendo ancora chiesto autorizzazione a postare la sua domanda, rendo irriconoscibile il nickname, il nome con cui si firma e le banche citate nel testo dell’email (in rosso nel testo), per proteggere nel modo più assoluto la sua privacy.

Da: XXXX
Oggetto: mutui
Messaggio: ciao! hai risposto alla domanda riguarda i mutui a tasso variabile che l’aumento è circa 6€ x la rata. però come mai a me la differenza è circa 80-90€ rispetto l’anno scorso. abbiamo fato il mutuo (30 anni /100 milla euro) con  (nome banca) che poi è passato a (nome altra banca). cosa posso fare x controllare se questo aumento è legale….? grazie in anticipo!
Xxxxx.

La mia risposta su Yahoo Answers si riferiva ad una ben precisa durata (lei mi parlava di una durata di mutuo differente) ed era semplicemente tratta da un articolo linkato da un altro utente (che aveva letto male la variazione), ma…
Questa domanda apre spazio a diverse considerazioni.
Sempre in questo blog, in un altro post, parlavo della crisi del credito. Leggi il seguito di questo post »

Cosa sono i “subprime” e perché sono stati un disastro.

Visto che è un argomento “sulla bocca di tutti”, e a proposito del quale ho sentito dire corbellerie incredibili, vediamo se riusciamo a rendere semplice e comprensibile ai più questo spinoso argomento.

Introduzione.
Cominciamo con il dire che i mutui subprime esistono da molto tempo, da molto prima che si cominciasse a parlarne. I mutui “subprime” (tipici del mondo anglosassone ed impossibili in Italia per le ragioni che poi vedremo) sono mutui concessi ed erogati a clientela non “prime”, cioé a clientela che difficilmente è in grado di far fronte all’impegno preso.
Nel mondo anglosassone il “credito” è un mercato molto diverso da come ne abbiamo esperienza in Italia. Una delle cose che sento dire più spesso è che “le banche ti danno i soldi solo se dimostri di non averne bisogno” e questo, in Italia, in un certo senso è assolutamente vero perché “se tutto va male” la banca deve andare da un giudice e convincere quel giudice che nel momento in cui ti aveva concesso il prestito per comperare l’immobile tu eri un cliente “finanziabile” (in grado cioé di restituire il prestito). Deve dimostrare, in sostanza, che ti ha concesso il prestito per permetterti di comprare casa, non con lo scopo nascosto di portartela via. Per fare ciò consuma diversi anni e parecchi soldi. Nel mondo anglosassone, invece, Leggi il seguito di questo post »